Il colloquio della maturità 2026 è la parte dell'esame che ha subito le modifiche più significative rispetto agli anni precedenti. Con la riforma introdotta dal Decreto Legge n. 127 del 9 settembre 2025, convertito in Legge n. 164 del 30 ottobre 2025, la prova orale cambia struttura, finalità e modalità di conduzione.
Addio al documento: arriva l'interrogazione su quattro discipline
La novità più visibile riguarda la scomparsa del documento pluridisciplinare scelto dalla commissione. Nel vecchio esame di Stato, il colloquio partiva da un testo, un'immagine o un altro materiale proposto dalla commissione, da cui il candidato doveva sviluppare collegamenti tra le diverse discipline. Un'impostazione che spesso portava a connessioni forzate e a percorsi argomentativi artificiali.
Con la maturità 2026 si torna a un impianto più disciplinare: il colloquio verte su quattro materie specifiche, individuate ogni anno entro il mese di gennaio dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) con apposito decreto. Per l'anno scolastico 2025/2026 le discipline sono state definite con il D.M. n. 13 del 29 gennaio 2026.
Non solo "quanto sai": conta anche chi sei
Il cambiamento non è solo formale. La nuova legge introduce una finalità più ampia per la prova orale: il colloquio non deve soltanto verificare le conoscenze disciplinari, ma accertare anche il grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto dallo studente al termine del percorso. È proprio questa la ragione per cui l'esame è tornato a chiamarsi "esame di maturità": il nome riflette un'intenzione precisa del legislatore.
Nel corso del colloquio la commissione valuta quindi la capacità di raccordare le conoscenze acquisite nelle quattro discipline, di argomentare in modo critico e personale, e di mostrare un approccio autonomo agli spunti proposti. Non basta ripetere contenuti in modo standardizzato: il candidato è chiamato a lavorarci sopra, a interpretarli, a collegarli tra loro.
Il ruolo del curriculum dello studente
Un elemento che acquista nuovo peso è il Curriculum dello studente, parte dell'e-Portfolio della Piattaforma Unica del MIM. La commissione può visionarlo e tenerne conto nella conduzione del colloquio: esperienze di volontariato, attività sportive, certificazioni, esperienze lavorative coerenti con il percorso di studi possono diventare punti di partenza o di arricchimento della discussione. Lo studente che ha curato il proprio curriculum ha quindi un vantaggio concreto.
Il colloquio è obbligatorio
Un'altra novità importante riguarda l'obbligatorietà della prova orale. Con l'introduzione del comma 2-bis all'articolo 17, non è più possibile superare l'esame senza aver sostenuto validamente il colloquio. Anche chi ha già accumulato 60 punti tra credito scolastico e prove scritte deve affrontare l'orale: rifiutarsi equivale a non superare l'esame.
Educazione civica e formazione scuola-lavoro
Nel corso del colloquio trovano spazio anche le esperienze di formazione scuola-lavoro (i vecchi PCTO, ora denominati appunto "formazione scuola-lavoro") e le competenze maturate nell'ambito dell'educazione civica. Questi aspetti contribuiscono a completare il quadro del percorso formativo dello studente e possono essere valorizzati dalla commissione in sede di valutazione.
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