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Esame di Maturità Esame di Maturità

Esame di Maturità
Il portale degli editori Loescher e D’Anna con risorse gratuite dedicate al ripasso in vista dell'Esame di Maturità.

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Per gli studenti delle classi quinte che si preparano all'esame di giugno 2026, capire concretamente come si svolge il colloquio è fondamentale. La nuova prova orale, introdotta dalla riforma del D.L. 127/2025, presenta una struttura inedita che vale la pena conoscere nel dettaglio.

La commissione: cinque membri invece di sette

Il primo cambiamento riguarda la composizione della commissione d'esame. Da quest'anno è formata da cinque membri: un presidente esterno, due commissari interni e due commissari esterni, invece dei sette precedenti (tre interni, tre esterni, più il presidente). Questa riduzione non è solo organizzativa: influisce direttamente sul numero di discipline che possono essere coperte e sulla scelta delle materie del colloquio.

I commissari delle prove scritte sono gli stessi che conducono il colloquio orale. Le due discipline affidate ai commissari esterni tendono a coincidere con le materie caratterizzanti l'indirizzo, mentre le due interne completano il quadro delle quattro discipline oggetto della prova orale.

Le fasi del colloquio

Lo svolgimento del colloquio si articola in più momenti distinti:

La fase centrale riguarda l'accertamento delle conoscenze nelle quattro discipline individuate dal MIM. Qui i commissari non pongono semplici domande nozionistiche, ma propongono spunti e quesiti di riflessione che mettano il candidato nella condizione di argomentare, collegare concetti e dimostrare maturità critica. L'obiettivo non è verificare la capacità di ripetere un contenuto, ma valutare cosa lo studente sa fare con ciò che ha imparato.

Una fase del colloquio è dedicata all'esposizione delle esperienze di formazione scuola-lavoro: il candidato racconta le attività svolte e come queste abbiano contribuito alla propria crescita, raccordandole al profilo educativo del percorso.

Spazio viene riservato anche alla verifica delle competenze di educazione civica, che possono essere collegate a temi disciplinari o a esperienze personali documentate nel curriculum.

Il colloquio si conclude con la discussione degli elaborati delle prove scritte: il candidato può commentare le proprie scelte, approfondire quanto prodotto o, se necessario, correggere e integrare.

Se lo studente ha riportato una valutazione del comportamento pari a sei decimi nello scrutinio finale, il colloquio include anche la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe.

Quanto vale il colloquio?

Il punteggio massimo assegnabile alla prova orale è di 20 punti, esattamente come per la prima e la seconda prova scritta. Il voto finale in centesimi deriva dalla somma del credito scolastico (fino a 40 punti) e dei punteggi delle tre prove (20 + 20 + 20 = 60 punti). Per i candidati che raggiungono almeno 90 punti complessivi, la commissione può attribuire un bonus di massimo 3 punti — soglia più alta e bonus ridotto rispetto alla normativa precedente (che prevedeva 80 punti e un bonus fino a 5).

La griglia di valutazione

Anche la griglia nazionale per il colloquio sarà adeguata alla nuova struttura della prova. Gli indicatori valutativi ruotano attorno a: acquisizione dei contenuti e dei metodi delle quattro discipline; capacità di raccordare le conoscenze acquisite; padronanza lessicale e semantica, con riferimento al linguaggio tecnico di settore; grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità raggiunto. Rispetto alla griglia precedente, ci si attende un maggior peso attribuito a quest'ultimo indicatore, in linea con le finalità dichiarate dalla riforma.

Come prepararsi

La struttura del nuovo colloquio premia chi ha studiato con metodo, sa argomentare e sa costruire connessioni tra i contenuti delle diverse discipline. Non si tratta di tornare alla semplice interrogazione tradizionale: la riforma chiede qualcosa di più raffinato, ovvero la capacità di mostrare cosa si è diventati attraverso lo studio, non solo cosa si sa. Curare il proprio curriculum, prepararsi sulle quattro discipline in modo approfondito e allenarsi all'argomentazione critica sono i tre pilastri di una preparazione efficace per il colloquio maturità 2026.

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